Maternità, un rapporto esclusivo

La maternità rappresenta per molte di noi donne il momento più magico e bello dell’intera esistenza. Tutto si amplifica, il nostro corpo cambia forma, diventa accogliente, la pelle si espande, i sensi diventano così sensibili che ogni odore, rumore, visione e carezza diventa un momento intenso di emozione.

Consapevoli del fatto che il nostro sangue darà nutrimento al nostro bambino, è spesso in questo periodo che iniziamo ad avere coscienza dell’importanza della nutrizione, e se prima ci concedevamo premi alimentari extra alle nostre abitudini, con la nuova consapevolezza acquisita restiamo salde alle nostre linee guida.

Ogni mamma adotta un suo comportamento alimentare, c’è chi continua a nutrirsi come aveva fatto in precedenza, c’è chi invece si affida a medici nutrizionisti e chi invece apporta delle piccole correzioni magari su suggerimento di ginecologi e/o amicizie.

Ogni donna con la propria identità cerca di dare il meglio alla nuova creatura che sta crescendo dentro di sé. Chiameremo l’essere «bimbo-mamma», mettendo l’accento sul fatto che il bimbo esiste solo in funzione della madre e «mamma-bimbo», perché essa esiste nella fusione con il suo piccolo.
In questo periodo la madre sperimenta uno sdoppiamento del campo emozionale, poiché la sua anima si manifesta sia nel suo corpo che in quello del bimbo, allo stesso tempo il bimbo riconosce come proprio tutto ciò che riguarda il campo emozionale della madre.

Diventare madre quindi comporta una grande responsabilità, una grande trasformazione è in atto all’interno come all’esterno e tutte le sfere della personalità sono coinvolte.
Piano piano, fase dopo fase, la donna si armonizza con l’elemento Terra. Terra fertile che dà vita, Terra altruista che dona cibo, Terra solida che sorregge e Terra che accoglie radici di profonda identità.

Guardando, odorando, scegliendo, prestando attenzione, sentendo e gustando offriamo energia al nostro bambino, questo presuppone uno scrupoloso stile di vita. Con discernimento scegliamo le nostre emozioni, i nostri pensieri e il nostro cibo per noi e per lui.

Cibi semplici, genuini, biologici e vegetali sono la miglior scelta che possiamo portare in tavola. Evitiamo cibi elaborati, pieni di grassi coloranti e conservanti. Cerchiamo la freschezza e la genuinità, no ai cibi congelati, strapazzati, ricostituiti. No ai sofficini, bastoncini e würstel, evitiamo più possibile carne e pesce contaminato da sofferenza ed antibiotici, rispettiamo la nostra vita e quella degli animali.
Tra i primi cibi consigliati, ci sono i cereali integrali, da abbinare a legumi ed ortaggi; possiamo concederci dei dolci fatti in casa con farine biologiche integrali di grani antichi, dolcifichiamo con malto di orzo o con zucchero integrale di canna.

Possiamo accompagnare i nostri pasti con Tè Kukicha, o miscele di erbe e tisane. Evitiamo bevande troppo yin, zuccherate, gassate e fredde.
Diamo per scontato che ingerire alcool e fumare rientra in uno stile di vita altamente dannoso per noi e per il pianeta. Evitiamo di frequentare luoghi affollati e privi di aria pura.

Facciamo un patto con noi stesse, occupiamoci in prima persona del nostro nutrimento e di quello della nostra famiglia, non deleghiamo l’atto del cucinare a persone prive di amore e passione, diamo fiducia alla nostra intuizione, liberiamo la nostra profonda femminilità, questo ci servirà ad offrire un cibo che sarà ricco di energia e potrà dare calore e riparo come un rituale sacro.

Unghie delle mani un po’ rovinate o indebolite?

Per tanti motivi può capitare di avere le unghie delle mani un po’ rovinate o indebolite, ma la saggezza popolare ci viene in aiuto anche in questo caso, con degli ingredienti semplici e facilmente reperibili: olio e limone.

Procedimento:

Mescoliamo bene 2 cucchiai di olio di oliva e 1 cucchiaio di succo di limone in una bacinella e immergiamo le dita delle mani per una decina di minuti, massaggiando in prossimità delle unghie.

Meglio se si ripete più volte a settimana.

Dai valore a ciò che mangi, dai valore a ciò che sei

Consapevolezza alimentare e benessere, un binomio inscindibile
Se è vero che «siamo ciò che mangiamo», vivere bene non può prescindere dalle nostre scelte alimentari, quelle che prendiamo ogni giorno, per noi stessi e per la nostra famiglia

L’uomo è ciò che mangia, scriveva Fauerbach quasi duecento anni fa, esprimendo nella semplicità di una sintesi lapalissiana un concetto rivoluzionario. Non è forse vero che la nostra stessa esistenza dipende dall’alimentazione e che dall’alimentazione traiamo ciò che ci serve per crescere, mantenerci, vivere? E che il carburante che quotidianamente assumiamo condiziona le modalità con cui cresciamo, ci manteniamo e viviamo?

Giorno dopo giorno, non siamo mai la stessa persona e la nostra continua evoluzione è condizionata da ciò che mangiamo, da ciò che scegliamo di mangiare. Dalle nostre scelte quotidiane. Mangia bene e vivrai bene, mangia sano e sarai tu stesso sano. Come una delle nostre principali attività, mangiare non può essere un esercizio istintivo e animalesco, ma un atto consapevole e ragionato, frutto di una presa di coscienza meditata sul ruolo del cibo all’interno della nostra esistenza.

Non possiamo dire di volerci bene – e di volere bene a chi vogliamo bene – senza prenderci cura della nostra alimentazione. È uno sforzo mentale che vale la pena sostenere, partiamo dall’etichetta, impariamo a leggere gli ingredienti, a riconoscerne il valore, impariamo a porci delle domande. Cominciamo dal biologico e dal biodinamico, e diamo ai pasti il valore che meritano: una colazione fatta come si deve – sembrerà banale ma non lo è – ti può dare le energie di cui hai bisogno senza appesantirti: niente zuccheri raffinati, allora, ma alimenti con un basso indice glicemico a più lungo rilascio. Preferiamo le proteine vegetali dei legumi, privi di colesterolo, e limitiamo l’assunzione di glutine per restare leggeri e in forma, tutto senza perdere il gusto.

Perché buono e sano si può, la natura ci ha dato una tavolozza illimitata dalla quale attingere, spetta a noi scegliere di quale colore dipingere la nostra tavola.

Crêpes con ripieno di Topinambur

Il topinambur, noto anche con il nome di rapa tedesca o carciofo di Gerusalemme ( infatti ricorda il sapore del carciofo) ed è squisito da preparare con la pasta, col risotto, o anche da solo al forno. Vediamo insieme come prepararlo per ottenere delle squisite Crêpes!Ingredienti:
Per le crêpes:
100 g di farina 0
200 ml di bevanda di soia
2 cucchiai di olio di semi di girasole
1 pizzico di salePer il ripieno:
250 g di topinambur
uno spicchio d’aglio
200 ml di panna di soia
olio extravergine di oliva
sale pepe
un cucchiaino di curcuma
noce moscata q.b.Preparazione:
Per le crêpes: amalgamare tutti gli ingredienti e far riposare in frigorifero per almeno mezz’ora. Versare in una padella antiaderente e cuocere qualche minuto da entrambi i lati. Mettere da parte.Per il ripieno: sbucciare lo spicchio d’aglio e far rosolare in padella con poco olio. Spazzolare bene i topinambur, tagliarli a fettine fine e metterli a cuocere nella padella con l’aglio. Aggiungere mezzo bicchiere d’acqua e lasciar cuocere finché si ammorbidiscono.
Aggiustare di sale e pepe. Aggiungere la panna, la curcuma e un po’ di noce moscata. Lasciare pochi minuti e togliere dal fuoco.

Riempire le crêpes con il ripieno di topinambur. Buon Appetito!