Il guardiano dell’equilibrio

La biodinamica delle origini nel cuore del Casentino (fine)

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Tè, tisane, erbe, aromatiche e officinali, ortaggi e oli essenziali, in questo angolo di paradiso Emanuele ha dato avvio a un organismo agricolo che segue alla lettera i dettami steineriani: tutto è fatto in piena armonia con la natura. Il suo compito? Semplicemente osservare la natura e assecondarla. Abbiamo annusato i suoi fiori e assaggiato i suoi pomodori, il risultato è sorprendente.

 

LA BIODINAMICA

Io seguo gli insegnamenti di Alex Podolinsky, fondatore di demeter Australia e discepolo di Steiner, che ha applicato rigorosamente i suoi dettami. Humus è la chiave di volta della fertilità dei terreni, e per perseguire questo status nascendi, come direbbe il mio maestro, applico una biodinamica integrale, originale, pura. Steiner diceva che un’azienda agricola è malata quando prende qualcosa dall’esterno, nel senso che un organismo agricolo dovrebbe riuscire ad essere il più possibile autosufficiente. Puoi non arrivare al 100%, ma il massimo dello sforzo fa raggiungere comunque il risultato. Qui alla Fattoria Cuore Verde stiamo cercando di fare il massimo dello sforzo. 

Cosa fate alla Fattoria Cuore Verde?
Cerchiamo di mantenere l’armonia con la natura, coltivando erbe officinali e aromatiche, ortaggi, ulivi. Io, mia moglie e due bambine insieme a 7 capre, 5 pecore e 2 cani.

 

Quando hai cominciato?
Ho cominciato nel 2001 in un terreno completamente abbandonato, quando qui era tutto bosco. Abbiamo ripulito, sistemato e con i preparati biodinamici abbiamo cominciato a togliere terreno al bosco e siamo partiti nel 2006 con l’idea di applicare alla lettera la filosofia steineriana, che prende spunto dalle sue famose 8 conferenze in risposta sia all’avvento dei fertilizzanti chimici che si cominciavano a diffondere, sia allo sviluppo delle monocolture. Il perno è l’organismo agricolo complementare, in cui si crea una sinergia tra le colture arboree, le officinali, le piante da ortaggio, gli animali stessi che creano un legame invisibile ma importantissimo. Ti dico questa: addirittura nel ruminare riescono a selezionare le erbe da fare riprodurre, sono un diserbante naturale! A volte non ci si crede, ma è così, negli anni selezionano e ripuliscono i terreni dalle erbe cosiddette infestanti (anche se infestanti è una parolaccia inventata dall’uomo, perché le erbe non sono mai infestanti) e sono gli animali che selezionano, che dettano il ritmo dell’equilibrio. E quello di un organismo agricolo in equilibrio è l’obiettivo di Cuore Verde.

Parlaci della biodinamica.
Di metodi legati alla biodinamica ce ne sono tanti, ma la biodinamica originaria di Steiner funziona già così, e una cosa che funziona che necessità c’è di cambiarla?
Ai preparati biodinamici si affianca un discorso più ampio, legato alle costellazioni, perché questo organismo agricolo alla fine è una piccola parte all’interno di tutto il cosmo, ecco perché è necessario studiare le costellazioni e le influenze cosmiche. Da lì si è sviluppata la ricerca di Maria Thun e del suo calendario che tuttora usiamo, trovando tantissimi riscontri pratici. Funziona per i principi attivi e per lo sviluppo della pianta e funziona per la conservazione del prodotto. In breve, 4 sono le parti della pianta: radici, foglie, fiori e frutti e le varie costellazioni vanno a incidere su una delle 4 parti della pianta, e a seconda dei giorni vai a lavorare le piante di fiori, di foglie, di frutti e così via. Questo ti permette di creare quel legame che va oltre il nutrire il corpo, passiamo di là, crea quegli stimoli invisibili che servono a nutrire corpo, anima e spirito, si creano quelle sottili spinte invisibili che fanno la differenza e ci avvicinano a una medicina alimentare. Perché la prima medicina è l’alimentazione e preparare l’alimento in un determinato modo, con una determinata cura, con determinate tecniche, stimola il benessere della persona. Non parliamo più di saziare, uno può andare a McDonald’s e saziarsi con 3 euro, ma lì ti sei saziato, nutrirsi è un’altra cosa, e nutrirsi con questi prodotti vuol dire avvicinarsi alla medicina alimentare, non voglio dire che qui facciamo medicine, diciamo che facciamo cibo necessario a evitare di prendere troppe medicine… Non a caso questa Fattoria è inserita nella guida del dottor Franco Berrino. 

 

 

EQUILIBRIO

Il bello del mio lavoro è che a un certo punto si crea un’equilibrio e il tuo compito diventa quello di osservare. Tu devi soltanto vedere cosa succede, poi è la natura che ti dice dove intervenire. Ed è sbagliato entrare in maniera aggressiva e invasiva in agricoltura, perché la natura è equilibrio da sé. 

Quindi alla fine tu nemmeno lavori…
No no, lavoro e tanto, il punto è non pretendere di fare quello che vuoi tu, ma seguire la natura e questo in agricoltura si è perso. Adesso il massimo dell’osservazione è vedere l’infestante o la lumaca che mangia l’insalata e fuggire al consorzio, non si ragiona più, non si osserva, si ha fretta, la rovina dell’agricoltura è questa. Invece la natura è equilibrio: se vai in mezzo al bosco c’è equilibrio, se abbandoni un campo l’erba rinasce, bisogna imparare a creare armonia e a convivere con la natura e la funzione dell’organismo agricolo sta proprio in questo. Guarda la terra, osservala e vedrai che respira. Al mattino la terra espira e al pomeriggio inspira. Se tu la mattina alle 5 vieni qui, anche in questa stagione calda, in pieno agosto, la terra è fresca e umida. Se vai nell’erba ti si bagnano i piedi, quindi muovendo la terra in superficie di pomeriggio la terra assorbe l’umidità della notte. Guarda la lavanda, non ho l’impianto di irrigazione ma guarda che non soffrono la sete. Se poi la pianta soffre e va in stress idrico, apro l’acqua, come ieri che ho visto che i pomodori ne avevano bisogno. Utilizzando sempre il ritmo di inspirazione ed espirazione della terra, questo ti permette di avere pomodori – faccio l’esempio del pomodoro ma vale per tutto – non carico d’acqua, quando vai a fare la conserva non riempi bidoni di acqua che ti portano via sali, zuccheri, il dolce, il sapore, magari è più grosso ma è solo acqua. Con questa tecnica, invece, i frutti possono forse venire un po’ più piccoli, è vero, ma sono dolcissimi, concentrati. Noi usiamo pochissimo l’acqua. Senti questo pomodorino, come ti sembra?

È incredibile, sembra già condito! Dolce, sapido, pieno, non ha bisogno d’altro.
Mica ti racconto le storie! Noi lavoriamo così. Sicuramente un ruolo importante ce l’hanno le sementi, noi le autoriproduciamo in modo da migliorarne la vitalità, l’adattamento al nostro metodo di coltivazione, ma soprattutto le piante che nasceranno da queste sementi saranno in grado di dialogare con efficacia con tutto il resto dell’organismo agricolo. Non usiamo fresa, niente, solo un vibrocoltivatore che smuove superficialmente la terra, un ripuntatore che crea canali per l’aria in profondità senza rigirare la terra, perché la parte umificata è la parte alta, quella dove ci sono batteri e nutrienti. Se noi andiamo a capovolgerla portando su la terra bianca, vergine, mandando gli esseri viventi in profondità, senza ossigeno, muore tutto. Ecco perché disertificano, ma è un processo voluto dall’industria chimica che poi deve venderti il fertilizzante. L’agricoltura non osserva più. Se nel bosco che nessuno tocca fai un buco trovi i lombrichi, eppure nessuno lo ha lavorato né fertilizzato. Vogliono venderci una visione sbagliata dell’agricoltura, vogliono eliminare le infestanti, vogliono eliminare gli animali che vivono nella terra, vogliono lasciare solo la pianta da reddito. Ma non funziona così. Funziona l’equilibrio tra le parti. È tutta una questione di equilibrio. Una volta trovato l’equilibrio è la Natura che ti guida, non è forse la Natura?

LA DIFFERENZA

Questa è calendula. Toccala. Senti l’olio, lo senti? L’olio è una difesa allo stress idrico della pianta. Tu diresti che sono secche ma in realtà si caricano d’olio. Se io gli do troppa acqua loro sono meno cariche di oli e di profumi. È un po’ il gioco della qualità sulla quantità. Hai meno quantità, ma la qualità è incredibile. Facciamo 7-8000 piante officinali per tisane, infusi, tè, dal prossimo anno oli essenziali. La tisana alla malva, per esempio, la facciamo solo con il fiore. Gli altri prendono un campo, tagliano tutta la malva e raccolgono fiori (pochi), foglie, pianta, tutto, noi invece la facciamo solo con il fiore, raccogliamo fiore per fiore. La parte emolliente ce l’hanno entrambi, fiore e foglia, è vero, ma la foglia ha solo la parte emolliente, mentre il fiore ha la parte emolliente e la vita. È come per i semi, perché i semi fanno bene? Perché c’è la vita là dentro, è invisibile ma c’è! E poi sentitela, sentite il profumo, è tutta un’altra cosa. Alle nostre erbe officinali, seguendo scrupolosamente il calendario biodinamico, applichiamo il preparato 501 che ne migliora la fotosintesi, amplifica l’intensità luminosa, migliora la qualità vegetale. Viene distribuiamo al mattino presto appena sorge il sole, sfruttando il suo raggio orizzontale: durante la nebulizzazione del preparato 501, l’acqua e il quarzo contenuto nel preparato creano un arcobaleno che avvolge tutte le piante. È un po’ come svegliarsi con la forza di tutti i colori, un’atmosfera unica per tutto l’organismo agricolo, me compreso.  

 

Ma tutti quelli che fanno biodinamica fanno così?
Ma no! la biodinamica nasce da Steiner ed è strettamente legata all’Antroposofia, alle sue teorie espresse in testi fondamentali come La filosofia della libertà, ma il bello della biodinamica è che non ha risposte univoche e molti agricoltori adattano il metodo alle caratteristiche della propria azienda e della propria esperienza. In pochi probabilmente danno l’importanza e la centralità a tutto l’organismo agricolo come faccio io. Un esempio: il preparato 501 viene di solito dato soltanto alle colture secondo il disciplinare. Io anni fa ho iniziato ad applicarlo anche al prato da fieno, mi gratificava l’arcobaleno che si crea durante la distribuzione, e mi sono accorto che le pecore mangiavano questo fieno come fosse cioccolata… Poi d’inverno, stando nella stalla con poca luce diretta del sole, di solito cominciavano a indebolire il pelo fino al formarsi di chiazze. Quell’anno non persero il pelo per nulla; così ho continuato gli anni successivi a dare il 501 anche ai prati e loro a mantenere il pelo anche d’inverno. Quest’anno che l’inverno è stato lunghissimo e ho finito il fieno, l’ho preso qui vicino, fieno biologico, e… sono tornate le chiazze. Probabilmente quel flash di luce lascia qualcosa nella pianta, per dirti come sono sottili i legami in natura, e come è importante percepirli e sostenerli. Un altro esempio: per vivificare il terreno si usa il preparato 500 e, secondo i disciplinari, in una superficie come la mia sono sufficienti 2 kg all’anno, io inizialmente ne distribuivo anche 8 kg per anno perché percepivo sempre più intenso un risveglio di tutto l’organismo agricolo, visibile a occhio nudo, e la necessità di creargli un ritmo continuo verso questo obbiettivo. È alla fine di quella fase che mi sono appassionato al ritmo.

 

Il Ritmo?
Steiner ci indicò che «la Vita nasce dalla Vita, ma è il ritmo che crea la Vita», è da questa visione delle cose che mi sto impegnando ad approfondire e sperimentare l’uso dei preparati biodinamici e la cura dei terreni e delle piante in relazione ai ritmi, con notevoli risultati. Se noi mettiamo in grado la pianta o la coltura di seguire una determinata cadenza nelle lavorazioni, ma anche una cadenza ritmica nell’applicazione dei preparati, si creano degli straordinari risultati nella vitalità delle stesse e probabilmente anche nella vitalità dei loro frutti. Mi appassiona provare a percepire e migliorare quei legami sottili in natura, perché l’obbiettivo resta sempre quello di produrre alimenti più possibile vitali, l’alimentazione deve essere fonte di Vita.

GLI ANIMALI

Gli animali hanno un ruolo importantissimo, le piante sentono molto la loro presenza. A cosa servono? Servono a creare l’armonia di questo organismo agricolo, attraverso la loro presenza e con il letame, perché loro non fanno altro che trasformare il carbonio di questo posto e facendo questo, contribuiscono a creare l’individualità dell’organismo agricolo che rende i prodotti unici. Anche se hai la stessa varietà di malva, di timo o di zolfino non potrà mai essere come qui. Non ti dico migliore o peggiore, dico differente. Purtroppo la tendenza è quella di lavorare all’inverso, perché tutto sia standard, omologato. Invece ogni prodotto è unico. 

 

Qui ogni animale ha un nome. Là ci sono le pecore, c’è Bianca, Sissi, Gino, Neve, Freddy. Questi sono i cani Winnie e Pooh. Poi fuori ci sono le capre tibetane Lucia, Vittoria e Alice e altre che sono in giro. E ci aiutano a tenere tutto il sistema in equilibrio. Guarda che pace, che tranquillità che hanno e che diffondono.

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