Fate il vostro orto

Les jeux sont faits fate il vostro orto, anche in terrazza, ma fatelo. Provate a vedere cosa significa coltivarsi anche una piccolissima parte del vostro cibo. Scaturirà in voi una vera rivoluzione di pensiero. Coltivatevi anche solamente poche piante, qualche ortaggio, eviterete di acquistare troppi inutili e dannosi imballaggi, costosi e complicati da smaltire, ma eviterete anche tante sostanze chimiche che spesso girano il mondo con navi, petroliere e TIR per finire nel vostro piatto trasportate da un ortaggio. Farlo è meglio che comprarlo, o almeno, farlo per comprare meno. Basta un vaso in terracotta, terriccio di bosco (quando possibile), paglia per proteggerlo dall’irraggiamento diretto del sole, sorella acqua e semi.

I giorni migliori per la semina sono i quattro o cinque che precedono e che seguono la luna piena, tradizione contadina docet. I semi sono fondamentali ed è bene per la nostra salute che siano semi possibilmente autoctoni, in altre parole della specie che storicamente si coltiva nella vostra zona.

Potrebbe bastare ma non basta. È fondamentale che i semi siano sicuri, ovvero provenienti da piante di agricoltura biodinamica, sinergica o biologica, male che vada dall’orto del vecchio e saggio nonno. Infatti, ogni seme contiene le informazioni preziose acquisite dalle generazioni precedenti che una mano sapiente, e non una macchina efficiente, ha fatto arrivare fino a noi. I semi di piante che sono cresciute in terreni sani senza essere «dopate» dai trattamenti, producono piante più vigorose e forti e ortaggi più gustosi e sani, che trasferiranno l’informazione alle generazioni successive. Avere cura e consapevolezza della natura è un modo per avere cura di noi stessi.

Saponette «fai da te» all’olio di oliva, con arancio amaro e cannella

L’idea per un regalo «pulito» e intelligente

Un’idea per un regalo originale, un’abitudine da prendere per una detergenza naturale priva di tensioattivi e prodotti di sintesi. Fare il sapone non è difficile, servono pochi, semplici passaggi e, come per tutte le cose buone, un po’ di tempo, pazienza e attesa. Come fare il sapone? Una volta lo sapevamo tutti. Sapevamo fare tante cose di cui ci siamo dimenticati in nome di un consumo che non si pone domande. Oggi sembra – giusto in tempo – che certe abilità stiano tornando, non tanto come moda, ma come razionale e consapevole necessità. E allora eccoci qua, a preparare un sapone all’olio di oliva. La base del nostro sapone sarà la lisciva – in Toscana «ranno» –, la cui preparazione si perde nella notte dei tempi e ci permetterà di trasformare la cenere – uno scarto di combustione del legno – in un potente detergente ecologico.

Cosa ci serve:

  • 500 g di cenere di legna pura e ben vagliata 
  • 2,5 l d’acqua
  • 1 vecchia e grande pentola in acciaio, con coperchio
  • 1 robusto mestolo di legno
  • 1 paio guanti
  • 1 fazzoletto sottile di lino o cotone
  • 1 colino
  • 2 bottiglie in vetro

È importante ricordare che gli strumenti rimarranno gli stessi anche per le prossime produzioni e ci saranno utili per la produzione di altri detersivi o saponi artigianali. Non buttiamole.

Come la faccio:

Messa la cenere nella pentola, si copre con l’acqua e poi con un coperchio. Portiamo a ebollizione e cuociamo a fuoco moderato per almeno novanta minuti, mescolando di tanto in tanto. Mai andare oltre le due ore, otterremmo una lisciva troppo concentrata.

Facciamo riposare per almeno dodici ore, il tempo necessario alla sedimentazione della cenere. Il risultato sarà una parte liquida – la lisciva – che travaseremo in una bottiglia attraverso un colino ricoperto dal fazzoletto, e il residuo di cenere rimasto nel fondo della pentola. Avremo così ottenuto due detersivi: la lisciva, circa un chilo, e la pasta di cenere, circa un chilo e mezzo, che potremo utilizzare per lavare gli oggetti incrostati, dalle pentole ai soprammobili, donando un’igienica nuova lucentezza.

La lisciva sarà invece la base per il nostro sapone, ma può essere utilizzata così com’è come detergente per superfici e indumenti. Diluendone 100 ml in acqua, quanto basta per riempire uno spruzzino, e aggiungendo una goccia di olio essenziale di limone o dell’essenza che preferite, otterremo un detergente per pulire ogni superficie lavabile. Stessa procedura per i pavimenti, con le dovute proporzioni. O ancora 50 ml aggiunti al detersivo da lavatrice – possibilmente autoprodotto – e potremo detergere un intero carico di panni.

Ma torniamo al nostro sapone, adesso abbiamo tutti gli ingredienti che ci servono:

  • 1 kg di lisciva
  • 500 ml di olio di oliva
  • 50 g di amido di riso
  • olio essenziale di arancio amaro
  • cannella

Mettiamo in un contenitore 300 grammi circa di lisciva e l’amido di riso, mescoliamo amalgamando bene. Scaldiamo in una pentola l’olio, fino a raggiungere i 30°C, aggiungiamo la restante lisciva (700 grammi) e mescoliamo bene, quindi unire il composto di amido e lisciva. Portare il tutto a ebollizione continuando a mescolare fin quando non otterremo un composto denso. Aggiungere l’olio essenziale di arancio amaro e la cannella e versare in una teglia. Adesso entra in gioco la pazienza: il composto va chiuso e messo a stagionare in un luogo asciutto per 25-30 giorni, passati i quali si può procedere al taglio delle saponette. Ricoprile con della carta riciclata in cui avrai riportato a penna la ricetta, aggiungi un fiocco e otterrai un regalo utile e intelligente per i tuoi amici.