Sai cosa mangi?

«Cosa si mangia stasera?» È la domanda più comune in ogni casa(fine)

Ecco, pensiamo per un attimo al vero senso di questa domanda: sappiamo davvero cosa mangiamo? Conosciamo veramente il cibo che portiamo ogni giorno in tavola? Da dove viene, come è coltivato, trasformato, e cosa contiene?

In questo articolo abbiamo cercato di fare la nostra parte, nella convinzione che un sapere diffuso contribuisca a un’alimentazione consapevole e più sana. Ne è venuto fuori un piccolo compendio per saperne un po’ di più su ingredienti, valori nutrizionali e termini con i quali dovremmo familiarizzare, quali acidi grassi essenziali, fibre solubili e insolubili, alimenti iperproteici, antiossidanti, indice glicemico. Per districarsi tra gli scaffali e scegliere i prodotti adatti alle proprie esigenze, con uno sguardo a quello che l’etichetta dice e a quello che non dice. Sì, perché imparare a leggere l’etichetta di un prodotto è il primo passo verso una spesa consapevole, ma da solo non può bastare.

C’è bisogno di una vera e propria crescita culturale in tema di consapevolezza alimentare, per imparare a leggere tra le righe, per andare oltre le apparenze: la capacità di fare affidamento sulle proprie conoscenze e sulla propria coscienza, senza correre dietro a mode alimentari, pubblicità o testimonial. Perché poter scegliere il giusto prodotto è una libertà della quale non ci possiamo privare.

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Fregola asparagi e limone

La sfiziosità della fregola, la prelibatezza degli asparagi e la freschezza del limone si incontrano in un primo piatto semplice, leggero, gustosissimo.

Ingredienti (2 persone)
– fregola 200g
– 6-8 asparagi
– Limone
– Timo fresco
– Olio extravergine di oliva
– Sale

Preparazione
Preparare questo primo piatto è davvero facile e richiede pochissimo tempo. Lava gli asparagi in acqua corrente, elimina la parte più dura e mettili a grigliare, poi tagliali in pezzetti lunghi 2-3 cm. Passiamo quindi alla fregola: si tratta di una tipica pasta sarda a base di semola di grano duro che forse non tutti conoscono (a questi consiglio vivamenti di rimediare al più presto a questa mancanza!). Quella che abbiamo utilizzato è realizzata solo con grano duro italiano, seguendo la lavorazione artigianale come si faceva una volta: trafilatura al bronzo e essiccazione lenta a bassa temperatura (20 ore a 35°C), per mantenere intatte le proprietà nutrizionali e organolettiche, un prodotto “vivo” dalla consistenza compatta ed elastica che tiene la cottura. Cuoci la fregola in acqua salata (per quella che abbiamo usato ci vogliono 8 minuti), scolala e lasciala raffreddare leggermente in una ciotola, poi aggiungi 4 cucchiai di olio (noi abbiamo utilizzato un biodinamico toscano, certificato demeter, un blend di olive Frantoio, Leccino e Moraiolo dai toni decisi ma equilibratissimi), gli asparagi grigliati, le foglioline di timo (daranno quel tocco in più alla vista e al palato) e spolvera con la scorza grattugiata del limone (biologico, ça va sans dire) a tuo piacimento. Et voilà, un primo piatto elegante e leggero che tutti possono preparare.

Buon appetito!


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Orzo freddo con verdure, pinoli e succo di melagrana

Ci siamo. L’estate è alle porte, con lei caldo e giornate di sole, e aumenta la voglia di piatti freddi e gustosi. Ma come fare per non ricadere sempre nella solita insalata di riso? Semplice, la parola d’ordine è cereali, uniti a verdure fresche e succose che ci aiutano a sentirci meno accaldati.

Ingredienti (2 persone)
– Orzo perlato (oppure Farro o Segale) 200g
– Pomodorini
– Rucola
– Ravanelli
– Cipolla rossa
– Pinoli

Per il condimento:
– Olio extravergine di oliva
– 100% melagrana da bere
– Origano
– Sale e pepe

Orzo Perlato Sapore di Sole
100% Melagrana da Bere Sapore di Sole
Pinoli Sapore di Sole
Olio Extra Vergine di Oliva IGP Sapore di Sole

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Fame tossica,
riconoscerla per evitarla

Emanciparsi dal trinomio zucchero-sale-grassi

L’aggettivo «tossico» ci rimanda a qualcosa nocivo, niente di più lontano dal concetto che abbiamo di alimentazione. E se invece cibo «tossico» comparisse sulle nostre tavole ogni giorno? Un’alimentazione basata su panificati da farine raffinate, fritti, merendine, zucchero bianco e grassi è la prima causa di diabete, obesità, malattie cardiovascolari, cancro, e provoca vere e proprie dipendenze psicofisiche che portano una fame non naturale, appunto tossica.

L’assunzione di concentrati di calorie aumenta velocemente i livelli di dopamina, un neurotrasmettitore che regola il senso di piacere nel nostro cervello, il motivo per cui una patatina tira l’altra. Un bisogno fisico che, una volta soddisfatto, genera un piacere fisico, così come succede per qualunque altra dipendenza, alcol, fumo, droghe. La fame tossica si manifesta dopo poche ore dal pasto, a fine digestione, l’organismo comincia a liberarsi delle tossine e si prova un disagio immediato, sensazione spesso confusa con un calo glicemico che spinge a mangiare nuovamente, innescando così un comportamento compulsivo.

Per uscire dal circolo vizioso, per prevenirlo, dobbiamo partire innanzitutto da un’educazione alimentare che ci permetta di fare a meno del junk food, il cibo spazzatura che fa le sue vittime soprattutto su categorie deboli, come i nostri bambini. Spetta a noi porvi rimedio, non con il divieto imposto, ma con la presa di coscienza e la diffusione di consapevolezza. Una merendina sfiziosa non va negata, soprattutto in un’età che richiede un surplus di energie, ma scegliamo spuntini salutari, scegliamo il bio, che garantisce l’assenza di zucchero raffinato, snack raw a base di frutta secca ma anche di cacao, cerchiamo di evitare il fritto e finiamola con le bevande gasate e zuccherate e proviamo con i più salutari succhi 100%. Ok, uno strappo alla regola ci può stare, ma che resti tale! Da grande, vostro figlio vi ringrazierà.